Fuori quota: Petrucci `I due ct trovino accordo`

Marzo 24, 2008

(AGM-DS) – 11/03/2008 14.05.42(AGM-DS) – Milano, 11 marzo – Il presidente del Coni Gianni Petrucci e` tornato sulla questione dei fuori quota alle Olimpiadi. L`argomento aveva scatenato una polemica a distanza con il ct dell`Under 21 Pierluigi Casiraghi, che aveva dichiarato `Nessun big a Pechino`. `Casiraghi e` un buon ct e insieme a Zola stanno preparando nel miglior modo possibile le Olimpiadi – ha detto Petrucci in occasione della presentazione di Gazzetta International – Si andra` per vincere e non per far fare esperienza ai giovani, quindi per i fuoriquota Casiraghi e Donadoni dovranno mettersi d’accordo per formare due nazionali competitive da una parte per gli Europei e dall’altra per le Olimpiadi`. Sulla Nazionale maggiore: `Donadoni, nonostante abbia ereditato la panchina da Lippi dopo la vittoria ai Mondiali, ha ottenuto grandi risultati e non era facile`.Petrucci guarda poi alla spedizione azzurra in generale: `Il calcio e` lo sport piu` popolare ma le altre discipline stanno crescendo. Non avremmo mai pensato di essere i primi nel nuoto, nella ginnastica. Siamo competitivi in tutte le discipline, nonostante davanti a noi ci siano nazioni che per popolazione e densita` ci superano ampiamente`.


Prandelli: Con l’Everton Fiorentina d’attacco

Marzo 20, 2008

LIVERPOOL, 11 marzo - La sconfitta di domenica a Siena in campionato è acqua passata. Ora bisogna pensare alla coppa Uefa. Perché c’è una partita da vincere. O quantomeno da non perdere. Quella che la Fiorentina giocherà domani a Liverpool in un Goodison Park tutto esaurito, con 35.000 persone che cercheranno di trascinare l’Everton, sconfitto all’andata 2-0 al Franchi, alla vittoria. Davanti il tecnico schiererà Vieri: «Christian è rimasto a riposo proprio per giocare con l’Everton. Sta bene e giocherà dall’inizio. Ha grandi motivazioni». SARÀ UNA FIORENTINA D’ATTACCO – Sfida tosta, ha sottolineato Cesare Prandelli. «Se siamo partiti pensando anche solo per un attimo che non ci saranno difficoltà – ha detto l’allenatore viola – significa che non abbiamo capito l’importanza dell’evento. Siamo pronti, sappiamo che le squadre inglesi si trasformano in casa e quindi non possiamo pensare di difendere il 2-0. Non ne saremmo in grado. È per questo che dovremo scendere in campo per fare gol».«SERVIRÀ PERSONALITÀ» - L’Everton, per bocca del suo allenatore, farà una partenza sprint, per mettere alla corde i toscani e sbloccare il risultato il prima possibile: «Loro sono molto bravi soprattutto sulle palle alte – ha proseguito Prandelli – e noi dovremo essere bravi a difenderci e cercare di giocare con la stessa mentalità che abbiamo avuto all’andata, possibilmente senza farli ragionare troppo. Non sarà facile, ma dovremo giocare con grande personalità. Sotto questo punto di vista, la partita con l’Everton sarà un test molto importante. Cosa mi aspetto? Imposteranno la gara sul lato fisico, ci sarà da soffrire e combattere, ma quando riconquisteremo palla dovremo puntare la porta. In Inghilterra le squadre ti mettono molta pressione». Leggi il seguito di questo post »


Pediatria: i 10 diritti dei bimbi in ospedale

Marzo 7, 2008
Milano, 6 mar. (Adnkronos Salute) – Non solo cure di qualità per i bimbi ricoverati, ma anche assistenza su misura a 360 gradi. Con la garanzia di poter giocare, studiare ed essere informati delle proprie condizioni di salute senza ‘censure’ né ostacoli linguistici. Il tutto in un’atmosfera serena e in ambienti allegri, pensati per accogliere 24 ore su 24 i baby-pazienti e le persone a loro più care. Sono solo alcuni dei 10 diritti inalienabili dei bambini in corsia, sanciti dalla ‘Carta dei diritti dei bambini e degli adolescenti in ospedale’ redatta dalla Fondazione Abio Italia Onlus in collaborazione con la Società italiana di pediatria (Sip). Il documento – presentato oggi a Milano – è frutto del lavoro di un team multidisciplinare; fa riferimento alla Convenzione internazionale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 1989 e si ispira alla Carta dell’European Association for Children in Hospital (Each) del 1988, adattandola alla realtà della Penisola.La Carta italiana è la prima iniziativa lanciata da Abio per celebrare il suo trentesimo compleanno che ricorre quest’anno, e sarà protagonista di una campagna di sensibilizzazione sostenuta dalla presidenza della Commissione parlamentare per l’infanzia e patrocinata dai ministeri della Salute, della Solidarietà sociale e delle Politiche per la famiglia. Il decalogo sarà distribuito in tutte le strutture ospedaliere che aderiranno al progetto e nei reparti in cui Abio opera, insieme a locandine e pieghevoli rivolti a genitori e piccoli pazienti. Per tutto il 2008, inoltre, verranno diffusi spot via radio e tv, e immagini simbolo dell’iniziativa che ha per testimonial, volto e voce Beppe Severgnini. Per ulteriori informazioni cliccare su www.abio.org. In Italia, stima il presidente di Abio Vittorio Carnelli, “6-7 milioni di bambini si rivolgono ogni anno al Pronto soccorso. I ricoverati sono circa 2 milioni, che salgono a 3-4 se si considerano anche i Day hospital. E i pazienti pediatrici stranieri sono in netto aumento: solo alla clinica De Marchi di Milano sono il 40-45% dei ricoverati”.Bisogni e desideri di bimbi e teenager in corsia sono stati raccolti dall’onlus meneghina in 30 anni di esperienza, che l’hanno portata a contare quasi 5 mila volontari operativi in 190 pediatrie del Paese su 350, per un totale di 750 mila ore l’anno di servizio. Le sedi locali sono 63, e le ore di formazione superano le 2 mila ogni anno. “Non vogliamo essere considerati il Tribunale del bambino malato – precisa Carnelli – Abbiamo solo voluto codificare e mettere nero su bianco 10 punti da condividere con tutti gli attori del sistema”, dice lo specialista. La parola d’ordine per prendersi cura dei bambini che soffrono è “assistenza globale, un concetto squisitamente pediatrico”, continua. Come pure “è nata in campo pediatrico l’opera di umanizzazione degli ospedali”, che ha trasformato i reparti da grigi e asettici a colorati e caldi. Tanto che, assicura l’esperto, “sempre più piccoli al momento delle dimissioni fanno addirittura i capricci”.Questo grazie alla “sensibilità di pediatri, infermieri e operatori specializzati, cresciuta moltissimo in tutte le realtà d’Italia”. Alcune devono fare ancora un po’ di strada, evidenzia Carla Navone, segretario nazionale della Sip, “ma negli ultimi anni la cultura dell’assistenza specifica ai bambini ricoverati si è molto diffusa – conferma – Per questo dedicheremo il prossimo Congresso nazionale Sip (Genova, 15-18 ottobre) al tema ‘Pediatria tra scienza e famiglia: il valore della comunicazione’”. Da promuovere contro ogni eventuale barriera sociale ed etnica. I messaggi da far passare sono due, prosegue la specialista: primo, che “in ospedale è necessario far sentire il bambino il più possibile a casa propria”, rispettandone il ‘microcosmo’, e secondo che “il bambino è una persona completa, che prova sensazioni ed emozioni fin dai primi mesi di vita”. Il bimbo “non è un adulto in miniatura, ma un titolare di diritti specifici”, avverte Raffaele Mantegazza, docente di Pedagodia interculturale all’università Bicocca di Milano.

L’esperto ha “molto gradito il riferimento all’adolescenza”, troppo spesso ‘terra di nessuno’, e ha lodato “la battaglia di Abio”. Convinto che “proprio in ospedale, dove dolore e speranza si incrociano, possa nascere una nuova cultura dell’infanzia” da esportare poi in tutte le realtà in cui adulti e bimbi si incontrano. Ed ecco i punti del decalogo. I bambini e gli adolescenti ricoverati in ospedale, e le loro famiglie, hanno diritto in tutta Italia a: 1) Avere sempre la migliore qualità delle cure; 2) Avere accanto in ogni momento i genitori o un loro sostituto adeguato; 3) Ricevere informazioni e facilitazioni che aiutino a prendersi cura del figlio durante la degenza; 4) Essere ricoverati in reparti pediatrici e aggregati per fasce d’età; 5) Ricevere la continuità dell’assistenza pediatrica 24 ore su 24; 6) Avere a disposizione figure in grado di rispondere alle loro necessità; 7) Avere ogni giorno possibilità di gioco, ricreazione e studio in ambienti adeguati; 8) Essere trattati con tatto e comprensione, sempre nel rispetto della loro intimità; 9) Essere informati insieme ai genitori riguardo alla diagnosi e adeguatamente coinvolti nelle decisioni relative alle terapie; 10) Beneficiare di tutte le pratiche finalizzate e minimizzare il dolore e lo stress psicofisico.


Milan, per Kalac decisione in extremis

Febbraio 19, 2008

LONDRA, 19 febbraio – Zeljco Kalac deciderà domani, poco prima del fischio d’inizio dell’arbitro danese Bo Larsen, se giocare o meno contro l’Arsenal. Carlo Ancelotti ha infatti deciso di tenerlo a riposo nell’allenamento di rifinitura di stasera «per evitare colpi inutili» al dito indice della mano destra lussato domenica in allenamento e solo domani nel riscaldamento prima della partita verrà presa la decisione finale. «Sta meglio, ma non davvero non so se ce la farà a giocare», ha spiegato Carlo Ancelotti, che ha ribadito che «non è un problema: se sta bene giocherà, altrimenti il suo posto verrà preso da un portiere di cui abbiamo altrettanta fiducia come Fiori». Nel caso di indisponibilità dell’australiano, in panchina andrà il portiere della Primavera, Daniel Offredi, bergamasco ventenne.

MEGLIO RALLENTARE – Mentre i suoi compagni svolgevano l’allenamento di rifinitura all’Emirates Stadium, Kalac ha svolto una leggera seduta con il preparatore dei portieri William Vecchi, indossando i guanti e provando anche alcune prese a terra. A un certo punto, però, è stato lo stesso coordinatore sanitario del Milan Jean Pierre Meersseman a far rallentare il ritmo a Vecchi e a Kalac, chiedendo espressamente al preparatore dei portieri di non forzare. L’allenamento del portiere australiano è durato quindi poco più di mezz’ora e Kalac è sembrato non avvertire dolore sia durante gli esercizi compiuti con la palla, sia durante le poche parate che ha fatto.


Bologna, che testa-coda a Ravenna Chievo, al Bentegodi c’è il Treviso

Febbraio 9, 2008

<B>Bologna, che testa-coda a Ravenna<br>Chievo, al Bentegodi c'è il Treviso</B> ROMA – Insidia derby per le prime due della classe. La 24/a giornata propone, infatti, alla capolista Bologna l’insidioso testacoda in Romagna con il Ravenna mentre il Chievo ospita al Bentegodi un Treviso desideroso di allontanarsi al più presto dalla zona retrocessione. I felsinei proveranno a far valere la legge del più forte grazie al buon momento del duo Bucchi-Marazzina. Il Ravenna, chiamato a cancellare l’umiliante 5-0 incassato ad Ascoli, farà gara accorta puntando al colpaccio con Succi e Sforzini, nella speranza ripetano la fantastica prestazione sfoderata due settimane fa con il Mantova.
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